Via Costola, 26 / Lorenzago di Cadore, Belluno
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Un bel giorno del mese di maggio del 1987 la notizia ha fatto il giro del mondo. Per la prima volta, nei duemila anni di storia della Chiesa cattolica, un Pontefice ha trascorso un periodo di vacanza in Cadore, è successo proprio a Lorenzago e il Pontefice era Giovanni Paolo II. A proporgli di venire a riposare a Lorenzago è stato l’allora Vescovo di Belluno-Feltre Maffeo Ducoli. 8 luglio 1987, ore 19:15. Resterà per sempre nella memoria di Lorenzago. Sono il giorno e l’ora dell’arrivo di Papa Wojtyla a bordo di un elicottero che atterrò sul prato vicino al Castello di Mirabello.
La scelta di Lorenzago fu accolta come un grande dono. E nessuno avrebbe osato pensare e sperare che quel dono si sarebbe ripetuto sei volte fino al 1998 per un totale di 72 giorni trascorsi da Giovanni Paolo II tra le montagne bellunesi del suo predecessore Giovanni Paolo I, Papa Luciani di Canale d’Agordo.
Papa Wojtyla è stato definito il teologo della montagna. Il suo rapporto con le
Terre alte è stato singolare. Risale agli anni della giovinezza quando, subito dopo
l’ordinazione sacerdotale, accompagnava gli studenti sui Tatra, le montagne della
sua Polonia. La passione per le cime è stata tanto grande ed importante che ogni sua
considerazione in merito ha assunto la dimensione del vibrante invito alla preghiera
e alla conquista interiore di traguardi sublimi. Anche in montagna Giovanni Paolo
II è stato un testimone di semplicità, di autenticità e di amore per la natura.
A Lorenzago e in Cadore ha camminato tanto, si è immerso nei boschi e ha toccato
le rocce delle Dolomiti. Ogni sua passeggiata, ogni sua escursione si è tradotta in
lezione di contemplazione e di preghiera. Così è stato quando ha raggiunto Col Audòi
o il Monte Miaròn e così quando dalla vetta del Peralba è sceso in Valgrande o ha
toccato il Quaternà, le Tre Cime di Lavaredo, è salito a Casera Razzo o ha percorso
Valvisdende. Tanto ha esternato il suo gradimento per le nostre montagne che il suo
successore Benedetto XVI non poté sottrarsi all’idea di ricalcarne le orme, almeno
in parte. E così nel 2007 un altro Pontefice ha trascorso le vacanze a Lorenzago.
Eccezionale!
Per Lorenzago, per il Cadore, per le Dolomiti patrimonio dell’umanità. Nato nell’anno
2005, alla morte del Beato Papa Giovanni Paolo II, un gruppo di giovani volontari
con l’avallo del parroco di Lorenzago, don Sergio De Martin, ha deciso di dedicare
qualcosa di tangibile alle sei presenze papali nel piccolo paese cadorino. Lo storico
edificio della canonica, ormai in disuso da qualche anno, era la sede più adatta
per una esposizione permanente dedicata alla presenza di questo illustrissimo
personaggio ed è stato restaurato per questo. L’ottocentesco edificio, costruito con
la pietra di recupero dell’abbattimento del campanile, si presenta con un grande
corridoio passante, centrale e quattro stanze laterali, somigliante alle antiche case
signorili di un tempo. Questo palazzo è stato, per tutti i sessant’anni di ministero,
abitazione del parroco don Sesto Da Pra, che ha sempre accolto il Papa nelle sue
vacanze, tanto da instaurare con lui un rapporto di stima e profonda amicizia ed
essere nominato Monsignore durante l’Angelus recitato dalla Villetta di Mirabello.
Per questo motivo, al piano terra, troviamo il suo ufficio con foto e ricordi di questo
pastore che ha visto le culle e le tombe di Lorenzago dall’anno 1940 al 2000 ed
al piano superiore, in bellissimi mobili, sistemata tutta la sua biblioteca che, per
volere testamentario, è rimasta a disposizione della Parrocchia. L’inaugurazione
del museo è stata fatta il 12 luglio 2005, in occasione della festa dei patroni, i
martiri aquilejesi Ermagora e Fortunato, da Mons. Alberto Maria Careggio Vescovo
di Ventimiglia-San Remo ed accompagnatore di Wojtyla durante le sue escursioni
in Valle d’Aosta.
L’esposizione è caratterizzata principalmente da foto che ritraggono il Santo Padre in
particolari momenti, ufficiali e in mezzo alla natura, arricchendosi via via nel tempo
con preziosissimi oggetti appartenuti a Karol Wojtyla e donati direttamente dal suo
segretario particolare e cittadino onorario di Lorenzago, Cardinale Arcivescovo di
Cracovia Stanislao Dziwisz, dal Vescovo Emerito di Belluno-Feltre Mons. Maffeo
Ducoli, dal Commendator Camillo Cibin, già Capo della Gendarmeria Vaticana e da
altri amici che hanno avuto a cuore questa iniziativa.
Dall’anno 2007, un locale è dedicato alla presenza di Papa Benedetto XVI che,
seguendo le orme del suo predecessore ha voluto trascorrere a Lorenzago circa tre
settimane. In questa stanza troviamo delle foto scattate nel verde della natura, lo
sgabello adoperato da Papa Ratzinger per suonare il pianoforte e l’inginocchiatoio
usato durante la visita nella chiesa parrocchiale
Biografia
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